Caso studio · Clinica Sol et Salus, Rimini
Paolo è l’IT Manager storico di una clinica privata indipendente che eroga tutti i servizi di un ospedale vero. La digitalizzazione l’ha spinta avanti per anni, fino a sbattere contro un ostacolo apparentemente piccolo, ma capace da solo di bloccare l’ultimo miglio del paperless. Questa è la storia di come l’ha superato.
Il percorso raccontato da Paolo Prati, IT Manager di Clinica Sol et Salus
Sol et Salus è una realtà privata indipendente, apparentemente piccola al cospetto dei grandi gruppi ospedalieri. Ma dentro ci trovi tutti i servizi di un ospedale vero, e sul piano organizzativo i problemi sono esattamente quelli: reparti, sale, refertazione, archivi. Paolo dirige l’IT con il piglio di un imprenditore che decide per la propria azienda, e da anni spinge la proprietà verso la digitalizzazione totale, dai processi amministrativi a quelli clinici.
I risultati ci sono: il CUP funziona come un orologio, le Cartelle Cliniche hanno iniziato il passaggio al digitale. Resta un ultimo miglio da attraversare, quello della totale eliminazione della carta. Ed è lì che ogni analisi costi/benefici di Paolo andava a sbattere, sempre nello stesso punto.
Senza firma digitale non esiste clinica paperless: l’unica alternativa è stampare l’output finale della cartella e firmare tutto a penna, riportando in carta ciò che era nato digitale. Ma le strade per distribuire le firme ai medici erano tutte impraticabili. Una gestione promiscua — smartcard, chiavette USB, token e OTP portati da ciascun medico — avrebbe aperto il progetto a una selva di variabili, integrazioni e implementazioni. E forzare un unico standard con i mezzi tradizionali avrebbe scaricato sull’amministrazione e sulla segreteria tutta la burocrazia che si nasconde dietro l’emissione di ogni singola firma.
Paolo seguiva da tempo i nostri canali di divulgazione: sulla fattibilità normativa, tecnologica e culturale del paperless totale non c’era da convincerlo. Quello che gli mancava era il meccanismo, e la scoperta delle tecnologie di Clinica Digitale® è stata, parole sue, un fulmine a ciel sereno.
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La firma digitale viene creata e attribuita a ciascun medico con un processo interamente digitale: pochi click, senza la trafila che accompagna normalmente l’emissione, e senza impegnare l’amministrazione.
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Algoritmi istruiti firmano per conto del medico ogni volta che il processo lo richiede, senza PIN da digitare a ogni passaggio. Le resistenze del personale sanitario, semplicemente, non nascono.
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Certificati emessi da Certification Authority accreditate presso AGID, rinnovi e scadenze seguiti da una regia centralizzata, conservazione a norma dei documenti firmati. La conformità smette di essere un mosaico di fornitori da tenere insieme e diventa un processo governato, che la Direzione può verificare in ogni passaggio.
Con questi tre meccanismi in colonna, la proprietà si è convinta che il momento del salto era arrivato. Il progetto ha potuto puntare al bersaglio grande: dematerializzare cinquant’anni di cartelle cliniche, portando storico e corrente in una dimensione digitale e paperless, con benefici di processo e logistici di valore inestimabile e un impatto rilevante alla voce costi aziendali.
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