Partnership Clinica Digitale – Imprivata
Esiste un modo, già adottato da quasi 3.000 organizzazioni sanitarie in 45 Paesi, per automatizzare le procedure di log-in giornaliere dei medici, senza nemmeno più il bisogno di digitare password. Tantomeno più volte al giorno.
Fai questo esercizio: segui un medico per un turno. Cartella clinica, sistema di reparto, refertazione, posta interna. Ogni login ha una unsername e/o una password diversa, con scadenze e regole che non coincidono mai. Il singolo login sembra niente. Sembra un problema secondario, finché non lo moltiplichi per i reparti, per le postazioni condivise e per i turni. È un costo di struttura che nessuno ha mai messo a bilancio, ma che concorre al deterioramento del margine operativo di struttura.
Intanto, davanti ai monitor della tua accettazione e dei tuoi ambulatori, la scena è quella che conosci: il foglietto giallo attaccato al bordo dello schermo, con sopra la password di reparto. Tutti sanno che non si dovrebbe. Ma tutti sanno anche perché è inevitabile.

La scena che ogni CIO conosce, e che ogni ispettore cerca
Non serve immaginare scenari: basta leggere le cronache degli ultimi anni. Gli attacchi partono quasi sempre dallo stesso punto debole, le credenziali delle persone, e finiscono sempre nello stesso posto, il dark web.
Maggio 2023
Ransomware del gruppo Monti: 522 gigabyte sottratti e 386 pubblicati nel dark web, con referti oncologici, sieropositività e dati di neonati. Prenotazioni bloccate per giorni, centinaia di richieste di risarcimento dai cittadini, e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che lo definisce uno degli atti di pirateria più rilevanti degli ultimi mesi.
Fonti: comunicazioni ufficiali ASL 1 Abruzzo e Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, maggio 2023; ricostruzioni di Federprivacy e Startmag
Novembre 2023
Aziende sanitarie paralizzate, riscatto da tre milioni di dollari rifiutato, quasi un terabyte di dati pubblicato: oltre un milione di file, cartelle mediche comprese. Nei reparti si torna alle ricette cartacee e alla biro.
Fonti: comunicazioni Azienda USL di Modena, novembre–dicembre 2023; ricostruzioni di Federprivacy e FARE
Ottobre 2023
612 gigabyte copiati dai sistemi e finiti nel dark web, dove una singola cartella clinica arriva a valere fino a mille euro. Il dato sanitario è la refurtiva più pagata che esista.
Fonti: Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, ottobre 2023, come riportato da FARE; valore della cartella clinica dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Piemonte e Valle d’Aosta, via Cybersecurity360
Il blocco operativo è solo la prima voce. Poi vengono i giorni di carta e penna con le agende sanitarie da ricostruire, l’istruttoria del Garante sulla protezione dei dati, le richieste di risarcimento dei pazienti che si vedono pubblicati i referti, e la notizia sui giornali locali che resta in prima pagina molto più a lungo di qualunque campagna di comunicazione. Per una struttura privata, che vive di fiducia e di reputazione, questa è la voce più cara di tutte.
I numeri di riferimento mondiali li mette in fila lo studio più citato del settore, e per la sanità parlano da soli.
Quanto costa in media una singola violazione di dati a un’organizzazione sanitaria, sommando fermo operativo, ripristino dei sistemi, spese legali, sanzioni e pazienti persi.
Fonte: Cost of a Data Breach Report 2025 — ricerca condotta dal Ponemon Institute per IBM
Da quattordici edizioni consecutive dello studio, la sanità risulta il settore in cui una violazione costa più che in qualunque altro: più della finanza, dell’energia e dell’industria.
Fonte: Cost of a Data Breach Report 2025 — ricerca condotta dal Ponemon Institute per IBM
Il tempo medio che un’organizzazione sanitaria impiega per accorgersi di una violazione e chiuderla: più di nove mesi con gli intrusi dentro i sistemi, oltre cinque settimane in più della media degli altri settori.
Fonte: Cost of a Data Breach Report 2025 — ricerca condotta dal Ponemon Institute per IBM
Il prezzo a cui una singola cartella clinica arriva a essere rivenduta nei mercati illegali del dark web: il dato sanitario è la refurtiva più pagata che esista.
Fonte: Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Piemonte e Valle d’Aosta, riportato da Cybersecurity360 (2026)

La consegna del turno, dove le credenziali passano di mano
Un medico che scrive la password sul foglietto, o che la passa all’infermiere di turno per non bloccare il giro visite, sta facendo l’unica cosa possibile dentro un processo disegnato male. Otto applicativi, otto credenziali, scadenze che cadono a metà turno, postazioni condivise da interi reparti: davanti a questa architettura, la scorciatoia diventa un atto di sopravvivenza operativa.
Il punto quindi riguarda la direzione, prima ancora dell’IT. Finché l’accesso ai sistemi resta il passaggio più lento della giornata clinica, le persone lo aggireranno, e ogni richiamo alla disciplina durerà il tempo di un turno. L’unica correzione che regge è rendere la strada sicura più veloce di quella insicura.
Fondata nel 2002 a Lexington, Massachusetts, Imprivata fa una cosa sola e la fa per la sanità: governare l’identità digitale di chi lavora nei sistemi clinici. Quotata al New York Stock Exchange nel 2014 e oggi parte del portafoglio Thoma Bravo, è integrata nativamente con le principali cartelle cliniche mondiali, Epic e Cerner tra le altre. Nel suo campo è il riferimento riconosciuto dell’access management sanitario, e la scelta di Clinica Digitale come partner per lo strato di identità e accessi nasce esattamente da questo.
anno di fondazione, Lexington (USA)
organizzazioni clienti nel mondo
Paesi in cui è operativa
quotata nel 2014, oggi portafoglio Thoma Bravo
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Il medico si avvicina alla postazione e si trova nei suoi applicativi, con la sessione che lo segue di stanza in stanza. Le password le custodisce il sistema, non la memoria delle persone, e non c’è più niente da scrivere sui foglietti.
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Prescrizioni, accessi da remoto, operazioni critiche: dove serve un livello in più, il sistema chiede una conferma ulteriore senza spezzare il flusso di lavoro.
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Manutentori dei gestionali e fornitori che entrano da fuori passano da un varco dedicato, con permessi a tempo e sessioni registrate.
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Ogni apertura di cartella è ricondotta a una persona precisa. Quando arriva un audit, un’ispezione o una richiesta del DPO, l’elenco esiste già.


Il rientro in postazione, senza digitare nulla
Con le soluzioni di prossimità, il medico che arriva alla postazione è già dentro, e quando si allontana la sessione si blocca da sola. Al rientro riprende esattamente da dove aveva lasciato, senza digitare nulla. Nessuna password da ricordare, quindi nessuna password da divulgare, da annotare o da passare al collega del turno dopo.
E il paradosso si scioglie: il percorso più comodo e il percorso più sicuro diventano lo stesso percorso. A quel punto la sicurezza smette di essere una circolare da far rispettare e diventa il modo normale di lavorare.
Il GDPR (art. 32) impone misure tecniche e organizzative adeguate al rischio, tra cui il controllo degli accessi ai dati personali. La direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, include la sanità tra i settori a obblighi rafforzati di sicurezza informatica e di gestione degli accessi.
Nel Metodo Clinica Digitale® l’identità è il primo strato: prima si stabilisce chi sei, poi si costruisce quello che firmi. Con Imprivata il medico entra una volta sola, e da quella sessione certificata passano la refertazione, la controfirma dei consensi e i flussi verso il Fascicolo Sanitario Elettronico.
L’integrazione con i gestionali già presenti la governa Synaptica©, il nostro orchestratore: l’identità aperta col badge diventa la stessa che firma i documenti e che li accompagna in conservazione, senza doppi profili da mantenere.
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Ogni login evitato è tempo clinico restituito ai reparti, su ogni postazione e a ogni cambio di stanza. Il medico rende di più nel tempo che già paghi.
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Le credenziali escono dai foglietti e dalle chat di reparto ed entrano in un sistema blindato, dove ogni accesso è nominativo e tracciato. La superficie d’attacco che ha piegato le ASL delle cronache qui sopra si restringe drasticamente.
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I medici parlano tra loro, e una struttura dove si entra col badge e non si perde tempo con le password diventa un posto dove si lavora volentieri. L’ergonomia digitale è ormai un argomento di reclutamento, quanto le attrezzature.
Esegui gratuitamente un audit di soli 12 minuti con FirMap©, il sistema che calcola costi espliciti e nascosti dei tuoi processi documentali di struttura. Alla fine hai nero su bianco quanti minuti e quanto rischio escono ogni giorno dai tuoi reparti, e da dove cominciare per riprenderteli.
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